Occorre comunicare al bambino cosa è accaduto, sulla base della sua età e capacità.
E’ importante rispondere alle domande che il bambino che può fare. Ad esempio, un bambino che ha perso il papà durante la guerra potrà fare domande tipo: “Perché la mamma è triste? Dov’è il papà? Perché non si muove più? Quand’è che lo rivedrò?”. Sono domande strazianti che tuttavia necessitano di una risposta adeguata alla situazione e al bambino. Il bambino deve essere aiutato ad esprimere le proprie emozioni come rabbia, paura e tristezza e non deve nascondersi per potere piangere. Le frasi come “non piangere”, “non essere triste”, “devi essere forte” possono limitare la libera espressione.
I bambini hanno bisogno di sincerità e di chiarezza da parte degli adulti di cui si fidano.
Come possiamo mantenerci informati e senza procurarci stress?
L'ansia aumenta di fronte a una minaccia incerta o incontrollabile e durante i periodi di incertezza e crisi. La percezione del rischio e l’ansia aumentano però ulteriormente quando le informazioni sono incerte e in rapido aggiornamento, e questo amplifica il distress individuale. In particolare, l’esposizione al ciclo continuo di dirette 24/7 può aumentare la percezione di minaccia e attivare nell’organismo ripetute risposte “attacco/fuga”, con possibili conseguenze fisiche e psicologiche anche a medio-lungo termine. Inoltre, il tipo di immagini a cui ci esponiamo è importante.
La ripetuta e non filtrata esposizione a immagini cruente, che mostrano bambini, persone ferite o morte, aumenta il rischio di sviluppare risposte ansiose, anche a distanza di tempo dai fatti.
Ecco di seguito alcuni suggerimenti:
- limitiamo l’esposizione ai media. Questo è particolarmente importante per i bambini e i giovani adulti che possono essere confusi o passare il tempo a preoccuparsi delle immagini che hanno visto.
- Evitiamo di prendere il telefono/tablet come prima cosa al mattino e prima di andare a letto, perché questi sono i momenti in cui ci sentiamo spesso più vulnerabili
- Ricordiamoci che i bambini imparano come comportarsi dagli adulti. Quindi regoliamo di conseguenza il nostro comportamento su come utilizzare in modo sicuro i social media e navigare tra gli aggiornamenti delle news. Una strategia può essere quella di disattivare le notifiche per le app di notizie e social media sul cellulare/tablet: riceveremo comunque le informazioni, ma dovremo entrare volontariamente nell'app per aprirla leggere i post e questo potremo farlo nel tempo più opportuno.
-Proviamo ad usare per qualche ora lo smartphone come un telefono fisso .
- Prendiamoci il tempo per discuterne. Tutti possiamo essere influenzati dalle notizie che leggiamo, per questo è importante prendersi del tempo per parlare, con un membro della famiglia o un amico di ciò che abbiamo letto, di come questo ci fa sentire. Confrontarsi con una persona vicina può aiutare a ridimensionare le preoccupazioni e abbassare l’attivazione ansiosa.
- Potrebbe essere difficile addormentarsi, o può capitare di svegliarsi durante la notte o molto presto al mattino.
Si possono imparare semplici esercizi di rilassamento per sciogliere la tensione accumulata nel corpo. Un semplice esercizio può essere quello di focalizzarsi sulla gratitudine. La gratitudine è un sentimento potente che aiuta a costruire la resilienza, e ha un impatto positivo sulla salute fisica e mentale. È un esercizio semplice, un piccolo promemoria per sorridere per le cose che abbiamo, nonostante le sfide che tutti affrontiamo nella vita. Scegliamo tre episodi, non importa quanto piccoli o grandi, che ci abbiano reso grati nel corso della giornata. Soffermiamoci per qualche minuto su questi bei ricordi notando come ci riempiono di piacevoli sentimenti di gratitudine. Questo esercizio è adatto anche ai bambini.
BIBLIOGRAFIA
- Associazione per l’EMDR in Italia, opuscolo “La guerra
spiegata ai bambini”
- Croce Rossa Italiana – servizio Psicosociale “Come gestire
l’esposizione a notizie giornalistiche e ai social media” tratto
da HOW TO MANAGE YOUR EXPOSURE TO NEWS EVENTS AND SOCIAL MEDIA , IFRC
PSCentre
- Dazzi A, Pedrelli E., Rinaldi A.M. “Incontro psico-educazionale
per la popolazione di Vigarano Mainarda” – materiale di
Sipem-ER
- Koen Sevenants, PhD., “
Come aiutare un bambino in caso di bombardamento”
- Psicologi per i Popoli “Bambini, stress e disastri naturali: una
guida per gli insegnanti” (Traduzione di Barbara la Medica )
- Save the Children, “La pace oltre la guerra – guida per
insegnanti”
- Studenti dell’insegnamento “Psicologia dell’emergenza”
2008/2009, Facoltà di Psicologia, Università di Bologna,
Supervisione: dott. Luca Pietrantoni, dott. Gabriele Prati, opuscolo
“Aiutare i bambini dopo un terremoto”
- A.R. Verardo e R. Russo “Tu non ci sei più e io mi sento giù”
Associazione EMDR Italia, 2006









